Separazione e divorzio: la presenza di un nuovo partner cambia le cose
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Separazione e divorzio: la presenza di un nuovo partner può modificare la sentenza

Separazione e divorzio: la presenza di un nuovo partner può modificare la sentenza

I figli di genitori separati non dovranno più sopportare la presenza del nuovo partner del padre – o della madre nella loro vita.

Insomma, niente più matrigne di Cenerentola, a meno che non siano bene accette: la notizia bomba ci arriva dalla Cassazione in una sentenza depositata i primi giorni di maggio. Si tratta del potenziale termine di una guerra intestina che ha turbato migliaia di famiglie, per anni. O forse, l’inizio di una nuova.

Che cosa comporta tale sentenza, in pratica? Si parte dalla separazione: nel momento in cui una coppia sposata scoppia, il giudice decide il luogo fisico ove il minore dovrà essere collocato, ergo a quale dei due genitori affidarlo nella propria quotidianità.

La Cassazione in questo caso pone nuova luce sul benessere psicofisico del minore: spesso, la presenza del nuovo partner del genitore “collocatario” rischia di turbare il bambino, già disorientato dalla separazione e dagli inevitabili problemi che essa comporta. E’ per questo motivo che la madre – o il padre – dovranno usare particolare tatto nell’introdurre una nuova figura nella vita dei propri figli.

In realtà, non si tratta certo di una tematica nuova, o inaffrontata finora. Che i successivi partner siano spesso considerati elementi di disturbo nel rapporto genitore divorziato-figli è assodato: quando si manifesta un malessere psico-fisico del minore che pare legato a questa causa, i magistrati tendono a imporre visite che non vedano la presenza di persone estranee al contesto familiare precedente la separazione; ergo, ai nuovi partner.

Il nuovo partner non viene accettato? il tribunale può decidere di collocare i ragazzi presso l’altro genitore.

Ciò che cambia radicalmente è la conseguenza di non ascoltare o di non adeguarsi alle esigenze dei propri figli. Prima, a farne le spese erano i minori. Ora, nel caso si manifesti una situazione simile, su richiesta del genitore non collocatario il tribunale può rivalutare la decisione e modificare la residenza della prole, ad esempio, dalla casa materna a quella paterna.

Questo pregiudica la possibilità di una coppia separata di rifarsi una vita? Chiaramente, non del tutto: si parla di rispettare le esigenze dei propri bambini, nei tempi e nei modi, per dar loro modo di elaborare il cambiamento. E, al tempo stesso, di mettere fine o quanto meno ridurre alcune azioni che talvolta si compiono con estrema leggerezza, senza pensare alle conseguenze.

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